La storia dell’arte del ricamo

Tessuto nero ricamato con fili color oro

Il ricamo come disegno, ornamento e decorazione creato su tessuto con ago e filo, nasce nell’antichità. I primi riferimenti al mondo del ricamo sono molto datati, ci riferiamo alla civiltà egizia. Gli Egizi, infatti, tra le altre cose meravigliose che erano in grado di fare, utilizzavano una tecnica davvero innovativa per unire pelli e fili vegetali.
I risultati erano sbalorditivi: possiamo infatti ammirare ancora attraverso i geroglifici, le tuniche realizzate dalle antiche popolazioni e i manufatti creati poi successivamente anche dai Bizantini, rimasti immutati nel tempo.

Come è nato in Italia l’interesse verso il ricamo?

In Italia l’arte del ricamo ha origini davvero interessanti: infatti dobbiamo la prima scuola di ricamatori alla cultura saracena. La scuola era stata fondata Palermo nell’XI sec. Fu di cotanto interesse così da espandersi in tutta Europa. Possiamo rimembrare quanto sia stata importante anche dai manufatti e oggetti che ci sono stati tramandati nel tempo. Esemplari di lavori considerevoli che occupavano le case delle famiglie benestanti dell’epoca, come tutti gli arazzi, ma anche nelle chiese, i paramenti ecclesiastici.
A Milano – città che era già in fermento – vennero chiamati moltissimi artisti veneziani e anche fiorentini per lavorare al ricamo.
Il gusto continuava ad essere quello arabeggiante dei secoli precedenti, eppure gli italiani si distinsero e così nacquero alcune delle più classiche decorazioni al ricamo come: merletti e filet.
Il ricamo era visto come un qualcosa di selettivo, importante, costoso e le scuole di ricamo risultavano essere davvero dispendiose e pochi potevano permettersele.
Ma nello specifico, vediamo cosa possiamo considerare ricamo e in cosa consiste: così da avere una panoramica approfondita del nostro interesse.

Che cos’è un ricamo?

Un ricamo è una decorazione, un ornamento, un pezzo unico realizzato a mano o a macchina e creato con ago e filo su di un tessuto. Ci sono diverse metodologie di realizzazione e il ricamo che prima poteva essere realizzato solo a mano, adesso si può produrre anche con macchine specializzate. Le tecniche a mano possono essere in realtà rivisitate con le macchine. E quindi, i ricamifici industriali realizzano dei capi con macchine avanzate grazie a tecnologie moderne, risparmiando moltissimo tempo sulla realizzazione.

Le tecniche possibili con le macchine sono comunque le stesse che ritroviamo nel lavoro a mano, quindi è possibile effettuare: il cording, il taping, bond-in, il taglio laser, catenella, i vari punti.

La differenza più sostanziale sta nel fatto che i punti realizzati con il ricamo manuale vengono prodotti da un esperto o un’esperta nella realizzazione e sono frutto di tante ore di lavoro per realizzare pezzi unici, rari. Mentre con le macchine, tutti i ricami sono identici nella riproduzione e quindi utilizzando la stessa sequenza di punti, avremo quel capo che abbiamo richiesto.

Ci sono differenze tra il ricamo manuale e il ricamo industriale?

Prima di rispondere alla domanda, dobbiamo specificare che per tantissimi secoli il ricamo è stato fatto a mano. E avendone testimonianze dirette e reperti, possiamo beneficiare della vista e della meraviglia degli oggetti, manufatti, arazzi ottenuti con queste tecniche.

Successivamente – a partire dal XIX secolo – il ricamo veniva effettuato grazie all’utilizzo di macchine da cucire. Ad oggi, le tecniche di ricamo si sono velocizzate e dall’uso unico della macchina da cucire, si è passati a un ricamo industriale grazie a sofisticate macchine automatizzate ed elettroniche.

Nell’ambito della moda, soprattutto quella francese e italiana, il ricamo artigianale è sempre in risalto: parliamo ovviamente di ricamo manuale. Basti pensare infatti a Vionnet, Dior, Schiapparelli, Poiret che continuano ad utilizzare tecniche di ricamo che hanno origine nelle corti francesi del XVII sec.
Ma ritornando al settore industriale, possiamo approfondire la tematica dicendo che le macchine elettroniche e automatizzate imitano perfettamente le mani dell’uomo. Ritroviamo ricami eccezionali realizzati anche su capi di dimensioni importanti. Tra i macchinari abbiamo quelli che lavorano in orizzontale e altri che lavorano in verticale. La tecnologia di Forza Giovane produce davvero i ricami che si desiderano, anche su tessuti e basi impegnative.

Nonostante la tecnologia odierna, ci sono state molte polemiche negli anni, soprattutto nell’alta moda sull’utilizzo dei macchinari. In realtà, possiamo ormai parlare di tecniche talmente avanguardistiche e qualitativamente elevate, che ad occhio nudo diventa difficile scorgere le differenze.
In altre parole, è quasi impercettibile valutare la differenza tra un ricamo realizzato a mano e uno ottenuto con una macchina industriale.

Le differenze sono senza dubbio da riconoscere nei valori dell’artigianato, nell’arte della realizzazione e nella tecnica imparata e tramandata. Il valore di un capo prodotto e pensato a mano, non è paragonabile a qualsiasi capo realizzato con macchinari industriali.

Elenchiamo le differenze per prendere atto del nostro quesito:

  • La manodopera: ebbene, possiamo considerare questa differenza davvero importante. Poiché tutti i capi realizzati a mano ovviamente prevedono una manodopera, una persona che dedicherà la sua dedizione, la passione, lo studio del modello e le sue ore di lavoro e capacità nella fattura del capo;
  • La storia dell’artigianato italiano: l’artigianato italiano ha un grande valore, per tantissimi anni è stato il motore dello Stato. La nascita di piccole e medie imprese ha dato vita a grandi innovazioni, rendendo famosa l’Italia in tutto il mondo. La differenza sostanziale è che nonostante i punti di ricamo possano essere gli stessi, quelli realizzati con macchinari industriali non hanno la simbologia che richiami all’artigianato;
  • Trasmissione intergenerazionale del know how della manifattura, ovvero del sapere antico che si tramanda. Il ricamo viene tramandato, studiato, accolto e realizzato, ci sono storie che l’hanno reso importante, famiglie e generazioni che lo hanno portato avanti. La manodopera è l’insieme di tutto questo, è la narrazione che si tramanda a differenza dei macchinari che per quanto innovativi e superiori, raccontano un’evoluzione meccanica.

In conclusione

Possiamo dire conclusivamente che il ricamo è un virtuosismo, un’arte compiuta da mani laboriose capaci di realizzarla con dedizione e reinterpretare i gusti del tempo. Il ricamo è storia, tradizione, manifattura dei dettagli per la soddisfazione di chi lo realizza e la meraviglia del consumatore finale. Il ricamo parla d’Europa, di Italia e di vite.

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