Il ricamo Cornely, ovvero una storia di ingegno e bellezza

Dietro le quinte del ricamo industriale, c’è un racconto fatto di idee e di grandi evoluzioni tecnologiche.

Non basta avere la stoffa, serve il ricamo Cornely per dare un tocco in più a capi di abbigliamento e accessori. Per chi non ha mai sentito questo termine, il ricamo Cornely indica una lavorazione che si differenzia dal ricamo classico fatto con il filo, poiché consente la cucitura di elementi nastrati (cordonetti e vari tipi di filato o nastri) direttamente sul tessuto.
Questo stile di ricamo, che Forza Giovane include tra le sue lavorazioni, è di tipo industriale. Infatti, viene ideato e sviluppato proprio grazie alla rivoluzione industriale, per la necessità di eseguire lavorazioni di ricamo su larga scala.
La storia di questo ricamo, è il racconto di come la società si è evoluta, e di come la tecnologia è stata adattata ai bisogni delle persone. E di quanto la moda sia al centro di tutto questo.

I tentativi industriali per riprodurre un punto a catenella continuo

Nel diciannovesimo secolo, furono molti i tentativi, per la creazione di una macchina in grado di produrre un punto catenella continuo. Questa macchina doveva risultare semplice nell’utilizzo e commerciabile; due caratteristiche che avrebbero permesso di raggiungere il successo a chiunque l’avrebbe prodotta. Molti ingegneri si cimentarono in questa impresa, senza successo. Ma ogni tentativo fallito, in realtà ha portato alla realizzazione di quelle che oggi sono le macchine utilizzate per il ricamo industriale.

Un primo tentativo fu fatto da John Duncan, a Glasgow, il quale nel 1804 creò una macchina per fare il punto catenella, tuttavia le cuciture prodotte non erano all’altezza degli standard richiesti. Il ricamo ottenuto non era una valida riproduzione di quello fatto a mano, inoltre la macchina dava risultati discontinui. Dopo Duncan, nel 1828, Joseph Heilmann tentò di produrre una nova macchina da ricamo, i risultati ottenuti erano migliori ma non ancora soddisfacenti.
Tentò il successo anche Barthélemy Thimonnier nel 1829, ma al contrario, le sue idee lo portarono al fallimento, conducendolo a una morte in povertà. Thimonnier era un sarto, sposato con una ricamatrice. Voleva creare una macchina da cucire che potesse imitare il ricamo a tamburo. Realizzò il suo progetto, che tuttavia non ebbe successo, e lo lasciò in miseria.

L’ingegno di Ercole Cornely crea un nuovo tipo di ricamo industriale

L’anno di svolta è nel 1865, quando l’ingegnere francese di macchine per la seta Antione Bonnaz, progetta la prima macchina industriale per punto catenella di successo. La macchina di Bonnaz era basata su quella di Thimonnier, ma perfezionata. Questa nuova versione ebbe finalmente successo, così Bonnaz poté vendere il brevetto della sua macchina per punto a catenella (detta anche couso-brodeur) alla ditta Hurtu et Hautin (& Diligeon), allora nota azienda francese di cordonatrici.
Il brevetto di Bonnaz fu poi acquisito da Ercole Cornely, il quale fece quello che oggi chiameremo un “upgrade” alla macchina. Cornely sviluppò un ago a forma di uncino, in grado di realizzare una linea di punti catenella. In breve tempo, macchine Bonnaz, divennero le celebri Cornely. Inizialmente queste macchine erano disponibili solo nel nord della Francia, ma non passò molto tempo prima che venissero acquistate dall’industria del ricamo a San Gallo, in Svizzera. Fu così che le macchine Cornely divennero rapidamente molto celebri ed esportate in tutto il mondo.

Una rivoluzione di stile con il ricamo

Quando Ercole Cornely sviluppò questo metodo di ricamo, nella seconda metà dell’800, trasformò radicalmente l’industria della moda parigina, diede vita a ricami fino ad allora ritenuti impossibili. Inizialmente, il ricamo Cornely veniva eseguito con macchine ad ago singolo e meccanismo a tamburo. Si trattava di strumenti innovativi, tanto che solo in tempi recenti sono stati sostituiti da macchine industriali multitesta.

Perché la macchina per ricamo Cornely era così eccezionale? Perché permetteva, e tutt’oggi lo fa la sua versione evoluta, di ricamare un’ampia gamma di materiali sul tessuto, non solo il classico filo.
Questo ha dato una forte spinta, una propulsione alla creatività nella moda. Tra i materiali ricamati ci sono infatti: nastri in tessuto e in pelle, perle, catene, anelli, paillette e filati lanosi di vario tipo.

Ancora una volta, la storia della moda ci mostra come artigianato e industria vadano a braccetto, migliorandosi e sorreggendosi, l’un l’altra.

Inoltre, la storia del ricamo Cornely ha un “punto di attualità” che va celebrato: il fallimento non è mai tale, se visto da un’altra prospettiva. Oggi non avremo il ricamo Cornely, senza i tanti ingegneri che prima di lui hanno tentato di riuscire, nella costruzione della perfetta machina da ricamo industriale.

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